Grugliasco, 27 Giugno 1997

IN OCCASIONE DELLA MOSTRA DI TRAVES

A CINZIA

Il pennello appesantito dalla pasta del colore si addentra nei meandri di un disegno che unisce tutte le cose: un vecchio castello, rocce sul mare, verde stagno nel bosco, verde soltanto e poi arancio, arancio di un tramonto antico addensato sulle pietre millenarie di una città sepolta e sconosciuta e poi fiori, fiori di pesco sull'azzurro di un cielo senza tempo.

La pennellata grassa e morbida descrive le cose senza indugiarvi troppo; ciò che conta è legare in un unico pensiero persone e cose, paesaggi, case, animali, alberi e cieli, grandi cieli di tramonto che fanno fantasticare di Sinbad e Sadko alla ricerca dell'Araba Fenice.

Sono queste atmosfere in sospensione tra sogno e realtà, leggerezza e solidità, lirismo ed essenzialità che mi danno la misura dell'intima coerenza e poesia della tua pittura.

Sergio Albano


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Moncalieri, Giugno 1994

IN OCCASIONE DELLA MOSTRA DI LOANO

Cari colori,

scrivere una lettera al rosso al giallo, al blu e a tutti i possibili colori del mondo non è facile, perché sono molte le cose delle quali vorrei parlarvi: per esempio di come riuscite a comunicare con la realtà; che si tratti di sensazioni forti, come di banali fatti quotidiani. O come la fantasia si trasforma con voi in uno specchio delle nostre necessità. Ma forse il modo migliore per dialogare è quello di sentire quale può essere il vostro pensiero su un'amica comune, Cinzia Ruffinengo.

Lei dipinge, o forse sarebbe meglio dire che lavora con voi, colori miei, in modo silenzioso e leggero, così come deve essere la pittura che diventa poesia.

Non solo Cinzia riesce a liberarvi nel momento e nel modo più adatti al sentimento che vuole illustrare, ma rende la presenza del colore la vera liberazione dell'atmosfera raccontata: raccoglie il vero senso dell'esistenza del rosso, del giallo, del blu e di tutti i colori che mette sulla tela. Prima del racconto vi è il colore e ciò che si specchia nell'attimo in cui si è pensato, o per meglio dire "visto".

Per Cinzia, come credo per voi, colori miei, l'uso stesso della vostra potenzialità è un grande mezzo per intervenire, dialogare con l'anima, sua e degli altri, in un gioco di forze che puliscono gli occhi e la mente.

Guardare un quadro di Cinzia Ruffinengo è scoprire la vostra presenza in un crescendo di possibili esibizioni, che si tratti di forme determinanti o solo di comparse. Ma qualcuno di voi, sempre puntualmente diventa come un lampo illuminante, un faro preciso dove andare a leggere il senso della vitalità che Cinzia vuole trasmettere.

Voi siete importanti per Cinzia Ruffinengo. Esistendo, raccontate la sua voglia di esistere e di parlare, utilizzando comunque i migliori interpreti del mondo: voi, colori miei.

Mauro Carazzato


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A CINZIA

Quando si parla di pittura o d'arte, in generale, è una cosa quasi ovvia dedurre che nella forma e nel contenuto essa rappresenti il nostro mondo, l'universo, l'umanità, la vita. Ma questo assioma così generalmente accettato si riveste di difficoltà quasi insormontabile ogni qual volta si voglia stabilire quale aspetto della nostra vita l'arte propriamente rappresenti, quali limiti, se mai di limiti si possa parlare, e quale giusta espressione di questo nostro vivere quotidiano in continuo fermento.

La pittura di Cinzia Ruffinengo costantemente cerca di esprimere taluni valori che sono distintivi e significanti del nostro tempo di cui lei, e noi stessi, siamo spettatori e forse nostro malgrado, attori. Uno di questi valori, probabilmente il più grande, sta nella sua tranquilla, indolore e anzi quasi gradevole possibilità dell'ambivalenza, cioè nella sua capacità di ottenere sulle piane superfici delle sue opere un ritmo, sempre uguale eppure differente, in grado di significare possibilità molteplici di interpretazione, diverse fra loro, oppure nello stesso tempo tutte valide.

Ci sono momenti, e questo in cui viviamo credo lo sia, nei quali il mondo esterno e il mondo interno si congiungono, ci comunicano tensioni, ci impegnano a uscire dall'isolamento del nostro io per un ricongiungimento con quell'esperienza più ampia che è il teatro della nostra origine.

L'ispirazione artistica ha in comune con l'estasi il fatto di essere un'esperienza ricca di contenuti emotivi, in cui in ogni caso le distanze tra sogno e realtà si accorciano, in altre parole l'ispirazione è la voce dell'inconscio.

Di Cinzia Ruffinengo penso soprattutto al lavoro di un'artista sensitiva che fornisce e riflette il caos della personalità, ovvero ci apre, al presente, passaggi delle nostre tortuose frontiere psichiche, posizione cruciale dell'arte nella realtà umana, fino ai bordi di ogni realtà.

Lo sguardo all'interno di sé stessa diviene estremamente più importante dello sguardo verso l'esterno, le percezioni che accompagnano costantemente la vita artistica di Cinzia Ruffinengo consentono poi di recuperare, nel proprio atteggiamento creativo, il rapporto ripetitivo e costante con il mondo esterno entrando nella natura, tutto ciò le è noto e, indubbiamente conoscerà ogni figura.

L'atto creativo per Cinzia Ruffinengo altro non è che l'accesso a questo pozzo fantasmatico, all'accumulo dei simboli e dei segni stratificati nel tempo ed è con il colore il mezzo con cui la pittrice può agire direttamente sull'anima, per lei in arte conta solo il principio della necessità interiore che sta alla base delle sue riflessioni e le "forze creative" insite nella stessa hanno il compito di far emergere dal profondo sul piano della coscienza.

Franco Valsecchi



118 ARTISTI IN BIBLIOTECA
Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, 1995

La creatività sta in ognuno di noi in misura diversa, e il portarla fuori può ricostruire nell'individuo armonie nuove e rigeneratrici.
Questa sostanzialmente è la premessa principale che muove gli studi e le sperimentazioni di Cinzia Ruffinengo, artista che sul filo dell'arte psichica crea suggestive opere ad alta intensità cromatica. Ogni lavoro realizzato è l'espressione di una ricerca del sé individuale, da cui sgorgano espressioni di valenza catartica.
È possibile dunque parlare di Arte-Terapia, le cui radici affondano nelle tecniche vibrazionali: un procedimento che parte dall'attenzione verso il corpo astrale per agire su quello fisico. Un'arte liberatoria dunque, la cui fruizione visiva va impostata con un approccio diverso rispetto al metro di giudizio corrente. Le opere di arte psichica vanno infatti lette nella loro totalità, onda sulla quale, al di là di tecniche e soggetti specifici, si potrà entrare in contatto partecipe con il gesto creativo mobilitando la propria positività individuale.
Cieli rossi e grandi lune, paesaggi blu e soli gialli, trovano spazio nella sua produzione, la cui ispirazione si libera svincolata dai filtri dei condizionamenti.
Ogni quadro, tavola, disegno, scultura, secondo le linee-base di questo procedere artistico, deve inoltre essere supportata da energia e sentimento, forze generatrici di ritrovati equilibri. Tuttavia nulla è scontato e casuale. Le immagini e la tavolozza sono ricercate attraverso studi ed esercizi atti a far riscoprire la libertà interiore della persona. Se il grigio sarà il colore del blocco da superare, il marrone rappresenterà la gioia; mentre il il rosa il perfezionamento e il rosso la capacità evolutiva.
Ma, va sottolineato, non si tratta di codici da rispettare, bensì di indicazioni sulle quali ciascuno deve ritrovare se stesso e la propria fiammella creativa.

Silvana Nota


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