Corriere di Torino e della Provincia: 1987, 1989, 1990

Risonanza Acquariana: 1988, 1991

Il Venerdì d'Arte: 1987, 1990

Stampa sera: 1988

La Sentinella del Canavese: 1991

Corriere di Moncalieri: 1992, 1993, 1994, 1996, 1997

Corriere di Collegno e Grugliasco: 1993

Centodiciotto Artisti in Biblioteca: 1995

Il mercoledi: 2004


3 Dicembre 2004

Un nuovo libro
LINGUAGGIO DELLA COSCIENZA

TESTONA - È testonese l'autrice del nuovo libro "Il linguaggio della coscienza" edito da Psiche 2 di Torino e in libreria in questi giorni.
Cinzia Ruffinengo, questo il nome della scrittrice, assieme all'amica Franca Alleva ha organizzato un lavoro molto interessante sui percorsi atti allo sviluppo della personalità che si rifanno alla filosofia di vita di Baba Bedi (che hanno frequentato per molto tempo), rimpianto maestro di scienze orientali che fondò l'Istituto di Filosofia Acquariana e che fu padre dell'attore Kabir Bedi, il famoso Sandokan.
Nel volume (160 pagine più un CD-Rom per un totale di 18 euro), Cinzia Ruffinengo mette a fuoco come un percorso dell'Arte Terapia possa coinvolgere e stimolare la coscienza insita in ciascuno.
Con un approccio rigoroso, derivato dall'esperienza nell'applicazione delle Tecniche vibrazionali in arte terapia, le autrici mettono in luce l'aspetto teorico prima, per poi raccontare percorsi e risultati della loro ricerca sul campo: uno strumento non solo terapeutico ma anche educativo e preventivo che riguarda soprattutto i bambini.
Il CD-Rom allegato al libro contiene la raccolta a colori di tutti i disegni dei percorsi trattati nel volume, ed è un interessante strumento per meglio capire e approfondire gli aspetti teorici in esso contenuti.

Marcello Ferrara


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3 luglio 1997


Per 'Corona verde' rassegna di pittura alla cascina Vallere
COLORI E POESIA SULLE SPONDE DEL FIUME

VALLERE – “Colori e poesia nel parco”: questo il titolo di una mostra d'arte sul tema del parco fluviale del Po torinese curato da Cinzia Ruffinengo nel quadro di “Festivallere”. La rassegna, in calendario dal 4 al 18 luglio, sarà allestita nello spazio espositivo della cascina delle Vallere, in corso Trieste 98. L'orario di apertura è quotidiana, dalle 18 alle 20. L'ingresso è libero.

Proprio in questi giorni il parco fluviale è entrato a far parte del progetto 'Corona verde', che unisce in un unico calendario di attività la tenuta regionale della Mandria, il parco naturale di Stupinigi, le aree protette della collina torinese e quelle della fascia fluviale del Po.

La rassegna coinvolge due gruppi di artisti: i pittori de “I venerdì d'arte” di Torino di Giorgio Reverdini e la scuola di Sergio Albano in via Perrone. Saranno circa 34 presenze. Gli espositori sono, per la scuola di Albano, Maria Teresa Bonotto, Quinto Bosio, Carla Bronzino, Antonietta Caracò, Gabriella Colombo, Anna Corino, Oliviero dal Fiume, Pia Donato. Francesca Greco, Dora Longo, Antonio Montagono, Ornella Perosino, Maria Teresa Piatti, Paola Porporato, Lilly Romeo, Cinzia Ruffinengo, Elsa Serravalle, Carla Silvi, Enzo Toscano, Michela Turin, Waser Wally.

Il gruppo di Reverdini è invece composto da Lina Burzio, Bianca Ciravegna, Elsa De Matteis, Margherita Denino, Luciano Francone, Salvatorello Greco, Vittorio Manecotto, Gianluca Martinez, Gianfranco Naretto, Giorgio Reverdini, Fernanda Tilli, Francesca Vagnini, Laura Zecchini.

10 luglio 1997

CORRIERE DI MONCALIERI

'Corona verde' vetrine e incontri sulle rive del Po

VALLERE - Si chiama 'Corona Verde'. Ed è un progetto che collega in un unico calendario le aree protette nella fascia fluviale del Po ed i parchi naturali della Madria, di Stupinigi e della collina. Ciascun ente di tutela delle varie zone protette opererà sul comune tema della promozione culturale dei valori naturali e storici.

Si tratterà di dare nuova organizzazione agli spazi verdi. "Le Curbusier stesso - si spiega nella delibera comunale attuativa del progetto - in una sua visita torinese ebbe a rimarcare come, in una vista da Superga, la qualità del verde e del paesaggio della città metropolitana costituisse un unicum a livello europeo, meritevole di particolare salvaguardia. La stessa rete di residenze reali che i Savoia distribuirono intorno a questa città, testimonia la presenza di una tradizione di valorizzazione del paesaggio dalle forti potenzialità naturali."

Spiega Cinzia Ruffinengo che per il parco fluviale del Po torinese si è adoperata ad organizzare la prima mostra di pittura sul tema del parco: "Si tratta di un primo timido passo per lanciare messaggi ed attirare l'attenzione su un patrimonio naturale che abbiamo veramente dietro casa. Sono tanti i percorsi che potranno confluire in questa direzione. Ma ciò che conta è che ora questa prima idea abbia avuto un seguito reale."

Silvana Nota


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Giovedì 11 gennaio 1996

CORRIERE DI MONCALIERI

“Con Baba Bedi si ritrovano i propri Talenti”

TESTONA - La ricerca di Cinzia Ruffinengo non è partita da un'esigenza interiore di carattere filosofico, ma dalla necessità di superare problemi piuttosto seri di salute fisica. "Sono uno spirito libero, che ha sempre guardato con diffidenza agli spiritualismi. Nell'81 ebbi però la fortuna di conoscere a Milano Baba Bedi", si racconta lei, sposata, impiegata all'Ente Parchi alle Vallere.

Si trattava del padre del famoso attore Kabir, "Sandokan", filosofo acquariano e sintetizzatore del messaggio universale che lega Oriente a Occidente.

Di lui mi colpì la sua capacita di ascoltare l'interlocutore, di penetrare nei suoi problemi e di mettere a fuoco le possibili soluzioni. Ciò senza mai condizionare l'equilibrio personale.

Dunque indicazioni pratiche da porre in atto fin da subito...

Il metodo di Baba Bedi opera in due fasi: tramite la Terapia Vibrazionale - cura della malattia partendo da ciò che sta a monte di essa, ovvero a livello mentale - e successivamente attraverso la Ricerca dei Talenti. Una volta risolto il problems fisico, si passa a individuare i mezzi più svariati e idonei - pittura, musica, danza, poesia, eccetera - per liberare la personalità e farla rivivere a tutto tondo.

Con lei la "cura" come ha funzionato?

Sono guarita fisicamente, mi sono mesas a dipingere (i suoi lavori riscuotono plausi un po' ovunque, n.d.r.), affronto ogni problema con calma e lucidità, mi pongo in armonia con tutto e tutti. E poi - cosa non trascurabile - mi accetto per come sono, senza più aver bisogno di fare i conti con quei sensi di colpa che spesso avvelenano la vita.

Baba Bedi è scomparso tre anni fa. Cosa rimane del suo insegnamento?

Molto. A Cittadella, vicino a Padova, sorge l'ultimo centro da lui fondato prima della morte, l'Istituto di Pedagogia Acquariana. Lì sono conservati tutti gli scritti di tanti anni, e i responsabili portano avanti un progetto che a me interessa moltissimo: lo sviluppo armonico della personalità dei bambini, cioè degli uomini e donne di domani.

Intende contribuire alla sua attuazione?

È un mio obiettivo. Ho già iniziato con l'arte-terapia in alcune classi di una scuola del territorio. Attraverso un disegno a tema eseguito da un bambino, individuo se in lui vi sono problemi e lo aiuto a superarli. Questo grazie alle tecniche che Baba mi ha insegnato.

Marcello Ferrara


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Lunedì 11 marzo 1991

LA SENTINELLA DEL CANAVESE

I BIMBI PITTORI DI MERCENASCO
«Nelle opere lo stato d'animo dei giovanissimi autori»
La dimensione artistica come terapia

MERCENASCO - La dimensione artistica come terapia è il tema che il Gruppo Astaros ha cercato di sviluppare a Mercenasco, attraverso una mostra di quadri e di disegni di bambini e due incontri esplicativi per illustrare "Il significato simbolico dei colorie" l'impatto della "Astrologia nella ricerca creativa".
Nella giornata di inaugurazione della rassegna artistica, aperta fino al 17 marzo nella palestra comunale di Mercenasco, abbiamo incontrato alcuni dei promotori della singolare iniziativa,
«Il quadro - ci ha infatti spiegato Cinzia Ruffinengo - è per noi un momento per comunicare ed anche per capire lo stato d'animo, per esempio di un bambino, e scaricarne la sua potenziale aggressività attraverso l'analisi di alcuni suoi disegni realizzati su temi guidati».
Nella mostra di Mercenasco sono evidenti gli esempi di questo genere di terapia artistica utilizzata utilmente come supporto all'insegnamento.
Questo delicato tema, in Italia ancora pressoché sconosciuto e, comunque, non ufficiale, è stato approfondito in altri paesi e le argomentazioni più importanti, ci ha segnalato Franco Valsecchi, veterano di questo settore di ricerca, sono state raccolte in una pubblicazione che ha trovato recentemente posto nella biblioteca del Parlamento Europeo.
Perché Mercenasco come luogo per approfondire questo delicato tema? «Abbiamo scelto Mercenasco per due motivi - ha spiegato Cinzia Ruffinengo -: primo perché, attraverso l'interessamento della collega Tullia Carnemolla, abbiamo, potuto contare sulla sensibilità del sindaco che ci ha concesso ospitalità, secondo perché nei piccoli centri si lavora meglio che nella grande città, diventata sempre più dispersiva». «Il nostro impegno è rivolto - ha precisato l'artista - a far conoscere la nostra attività e l'importanza dell'arte terapia».
Tutto il lavoro di questo gruppo di artisti è basato sul fatto che, come sostengono, «l'insieme dei colori è la cura più naturale che esiste» e che, come viene spiegato nel pieghevole dell'annuncio della mostra, «La pittura, come anche la poesia, la danza, la drammatizzazione e così ogni altra forma d'arte, sono momenti che possono entrare nella nostra quotidianità come momento di liberazione da stati d'animo o per comunicare la nostra allegria o semplicemente creare qualcosa di personale e vivere la propria autoaffermazione».
Gli artisti presenti a Mercenasco hanno saputo scoprire tutto questo, altri potrebbero scoprirlo alla mostra.

Sandro Ronchetti

ANNO XXXVIII N.35 Venerdì 2 novembre 1990

CORRIERE DI TORINO E DELLA PROVINCIA

INCONTRO CON UNA RICERCATRICE:
CINZIA RUFFINENGO
FORME E COLORI SEGNANO TUTTI GLI STATI D'ANIMO

Da sempre l'arte è un modo con cui l'uomo ricerca una parte di sé, la sua esperienza conoscitiva personale per aprirsi poi al sociale. E in tutti i tempi ed i luoghi questa esperienza non ha smesso di dare spunti e motivi affascinanti di confronto.

L'incontro con la ricercatrice Cinzia Ruffinengo ci offre uno spaccato di questa realtà, le domande che le abbiamo rivolto ci illuminano su quel fecondo mondo espressivo insito, spesso inconsapevolmente, in ciascuno di noi.

Non sempre la depressione nasce da un momento negativo, spesso semplicemente perché si pongono degli ostacoli alla libera espressione naturale di noi stessi, come se la nostra vita fosse un fiume che artificialmente viene ostacolato nel suo corso da barriere. Mi ero accorta che il mio blocco consisteva nell'aver inibito quelle naturali possibilità espressive insite nel mio essere (...fin da piccola ritagliavo, disegnavo modelli, situazioni ed invenzioni fantastiche...) e nell'essermi quasi convinta che la negazione convalidasse una reale incapacità ad esprimere questa parte di me. Da questa necessità di indagine nasceva la ricerca quale momento di ricomposizione armonica delle mie potenzialità e parallelamente momento di riflessione oggettiva. Ciò che stava capitando a me era una dinamica comune alla maggior parte delle persone con cui mi trovavo a discutere. Si trattava dunque di un problema reale e decisi di approfondire in chiave psichica la mia espressività attraverso l'attività artistica. Filosoficamente il riferimento mi venne chiarito grazie all'incontro con il ricercatore Baba Bedi del centro di filosofia Acquariana di Milano, sede di incontri e ricerche seminariali. Da questo momento inizia uno studio sulla possibilità per le energie di fluire liberamente e per il soggetto di diventarne progressivamente consapevole riconoscendole attraverso una sedie di griglie simboliche. Ogni forma e colore infatti corrispondono a stati d'animo o problemi che l'individuo si trova a vivere. La fase iniziale di sblocco delle energie creative (evacuazioni) è seguita da quella della 'vera creazione' siglata come avviene per lo più nel campo psicologico, da forme e colori simbolici: l'uomo è lui stesso simbolo della creazione e porta in sé altrettanti simboli, consci e non; del riconoscimento del sé attraverso la natura.

Come praticamente viene organizzata questa ricerca e questa analisi?

Il lavoro viene organizzato secondo due scelte che tengono presente la naturale inclinazione del soggetto, vale a dire con un lavoro individuale finalizzato o allo sblocco delle energie o alla risoluzione di un particolare problema, oppure con un lavoro di gruppo. In questo secondo caso si individua un simbolo comune, quindi si organizza un lavoro di riconoscimento ed elaborazione a confronto. Il disegno, il colore vengono usati liberamente seguendo l'impulso naturale della propria mano e della fantasia senza nessun riferimento estetico. Le fasi con cui il metodo si articola sono due: una fase di sblocco iniziale (evacuativa), una fase di espressione-guidata da simboli e colori (pre-creativa), l'ultima in cui la proiezione dell'immagine viene trasmessa direttamente dalla coscienza per essere vissuta nella realtà, vale a dire dall'immagine vivida della nostra coscienza alla forma e al colore del disegno e del dipinto (fase contemplativa).

Dalla sua esperienza e dall'attuale situazione di fatto della ricerca in via di sviluppo, quali sono le finalità di quest'arte psichica?

Intendendo una crescita personale armonica e creativa quale tappa di una crescita più universale di tutto il creato è chiaro che solo l'individuo consapevole del proprio sé, dei propri blocchi ed evacuazioni, può rapportarsi con maggiore sicurezza agli altri accrescendo la propria coscienza 'sociale'. Il 'diverso' a questo punto offre un momento di confronto dinamico e non di frattura o impedimento al naturale corso del suo sviluppo. L'esperienza dell'arte psichica è uno dei possibili modi con cui incamminarsi su questa via.

Riflessioni degne di attenzione per un metodo che supera quella generale situazione di ricette precostituite a risoluzione delle proprie dinamiche interiori. I corsi sono rivolti a chiunque voglia sperimentare e sviluppare l'immaginazione creativa e 'vedere il suo mondo interiore'.

Manuela Cusino


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1988

RISONANZA ACQUARIANA

MOSTRA DI ARTE PSICHICA

A marzo dello scorso anno, quando mi venne in mente di organizzare la mostra di ''Arte Psichica'' che si è tenuta a Torino, un'idea fissa mi tormenta-va: a cosa servirà? Quale sarà la risonanza di tutto questo? E mentre mi davo da fare per reperire aiu-ti e materiale, quest'idea martellava nel cervello. E senz'altro un momento positivo, mi dicevo, tro-varsi insieme a più persone ognuno con la propria esperienza espressa in un momento creativo e pro-porla agli altri, parlarne, discuterne insieme. Potreb-be nascere qualcosa.

Sempre durante lo svolgersi della mostra, comin-ciavo a valutare che in gruppo si può dire di più, si può fare di più, e mi sentivo propensa ad un di-scorso di apertura in questo senso. Poi le idee, co-me fare, da cosa iniziare. Sono iniziati i primi contatti, le idee hanno cominciato a prendere for-ma. Con Lauretta Trevisin e Franco Valsecchi qual-cosa è nato: il "Gruppo Astaros" (Stella, Astro).

Abbiamo subito iniziato con un ciclo di incontri presso la Circoscrizione 3 di Torino, dove abbiamo proposto alle persone interessate un modo nuovo di vivere la propria creatività ed una opportunità per approfondire la conoscenza di se stesso. Ognu-no di noi ha ottenuto una sala in cui organizzare il proprio lavoro. Questo che segue è un articoletto che uscirà a marzo (proprio nel 1° "compleanno" della mostra) nel giornale del quartiere:

"Si è concluso positivamente il primo ciclo di in-contri organizzati dal Gruppo Astaros nell'ambito della programmazione culturale Autunno-Inverno della Circoscrizione.

Le varie attività proposte dal gruppo vertono principalmente su nuove forme di esperienze crea-tive quali il disegno, la musica e l'espressione tea-trale per meglio avvicinarsi alla scoperta di quei talenti insiti nella nostra personalità e che spesso non sappiamo di avere. Infatti non è necessario, per partecipare, avere già sperirnentato le varie attivi-tà proposte.

Gli incontri sono rivolti i tutti senza distinzione di età o professione, ma si sono rivelati maggiormente utili a educatori e insegnanti in quanto oltre a stimolare se stessi creativamente, gli incontri sono utili per meglio comprendere le varie problematiche individuali usando come mezzo, appunto, le va-rie forme di espressione artistica.

Una nuova serie di incontri verrà nuovamente proposta nei prossimi mesi di aprile-maggio.
3 cicli di incontri, quantificati in dieci lezioni di due ore ciascuna, così suddivisi:

TRAINING DI DISEGNO
Perché training? Perché in fondo è un esercizio, un allenamento, un modo per iniziare un qualcosa di nuovo insieme, una proposta per esprimersi in un modo diverso e forse più completo, che tiene conto delle urgenze del nostro cammino.
Ho iniziato i corsi con esercizi di rilassamento, diapositive e musiche per far mettere in contatto ogni persona con il proprio sé, perché attraverso i colori stimolati dalle diapositive e dalle musiche ognuno potesse vedere dentro agli occhi chiusi delle immagini e dei colori oppure ascoltare le proprie sensazioni fisico-emotive o i battiti del proprio cuo-re. Poi ognuno disegnava liberamente scegliendo forme e colori a seconda dello stato d'animo pro-vato nell'esercizio precedente, dopodiché davo una breve interpretazione di questi disegni.
Durante l'ultimo incontro abbiamo confrontato tutti i disegni di ogni persona, ed è stato interes-sante vedere l'evoluzione in ognuno di loro, la dif-ferenza tra il primo e l'ultimo disegno dove è evidente un certo sblocco ed evoluzione anche agli occhi di chi, da poco, si è avvicinato a questo modo di esprimersi.
Ho dato come "esercizio" ad ogni persona di cer-carsi da solo i colori ed i simboli più spesso usati e ripetuti nei propri disegni, perché ci sono delle co-stanti fisse, delle cose che ognuno ha riproposto ogni volta e che corrispondono alle loro urgenze, ai loro desideri o problematiche più profonde.
Ringrazio F. Valsecchi per le diapositive, L. Tre-viso per le musiche e tutti coloro che hanno parte-cipato dandomi l'opportunità di meglio sperimen-tare, verificare e approfondire questo tipo di cono-scenza.

Cinzia Ruffinengo

GRUPPO Dl MUSICA E DRAMMATIZZAZIONE

Ho coMposto una serie di musiche psichiche di cui alcune sui colori ed alcune sui pianeti.
Durante il mio corso ho quindi proposto tali musiche ed i ri-sultati sono stati assai soddisfacenti, ognuno dei par-tecipanti ha sempre visto negli occhi chiusi simboli e colori corrispondenti alla dinamica ascoltata tra-mite le vibrazioni della musica. In più l'ascolto del-la musica creava un buon rilassamento ed anche un senso du unione del gruppo.
Poi ho proposto una serie di drammatizzazioni ricavando spunti dai ricordi infantili dei partecipanti. Tale lavoro era infatti stato da me inventato per rendere più coscienti delle grandi capacità creative insite in noi quando siamo bambini, capacità che si rivelano soprattutto nella dimensione del gioco.
Siamo poi passati a considerare le capacità crea-tive usate oggi da adulti nel nostro quotidiano.
E stato assai soddisfacente notare come i parte-cipanti, anche i più timidi e bloccati a livello di espressione, si siano man mano rassicurati e abbia-no acquisito fiducia nei propri mezzi espressivi e maggior consapevolezza delle proprie capacità creative.
La gioia più grande per me è stata l'attiva par-tecipazione di insegnanti della scuola materna che, giudicando formativo tale corso e le nostre tecni-che, mi hanno richiesto un prossimo lavoro da in-serire nel programma di aggiornamento scolastico.

Lauretta Trevisio

…UN CICLO DI INCONTRI SULLA COMUNICAZIONE ESPRESSIVA RIVOLTO A TUTTI MA IN PARTICOLARE A INSEGNANTI, TERAPISTI, ASSISTENTI SOCIALI.

Un ciclo vissuto come un viaggio attraverso il "nostro mondo", inteso nel duplice significato, come quello esterno che accomuna tutti noi e quello interiore, unicamente appartenente alla nostra persona, all'intimità.
Un viaggio, per aprirci di più alla comprensione di alcuni linguaggi attraverso i quali il "nostro mondo" ci affascina, ma con cui l'uomo moderno occidentale si trova in difficoltà.

Il linguaggio dei colori, delle immagini, dei simboli e dei segni e che questo uomo rischia sempre di considerare solo come illustrazione e perciò superflui.
Mentre non vi è di più prezioso e che non potremmo comprendere come ciò che giunge a noi con questi linguaggi sempre adeguati all'amore, alla bellezza, all'emozione e alla realizzazione ultima del senso affascinante del nostro futuro.
Cosi abbiamo svolto il nostro viaggio dentro l'arcobaleno dal viola al rosso attraverso tutte le undici tonalità di ciascun colore.
Ogni persona poteva cosi trovare la sua dimensione e poi cercare di viverla ed esprimerla attraverso un disegno. Questo veniva poi da me interpretato.
E così per tutto il percorso; tutti potevano comunicare sia verbalmente sia con i colori e i segni, e con il lavoro da me svolto, da quello individuale quello di gruppo, allargare il campo dell'espressione e della conoscenza più profonda.
Questo viaggio credo abbia portato un contributo positivo a ciascuno, ma soprattutto arrichito me.
Perciò forse il viaggio riprenderà.
Voglio in ultimo ricordare e ringraziare chi per per primo ci ha aperto questo meraviglioso cammino e sempre ci accompagna: Baba Bedi.
Grazie Baba.

Franco Valsecchi


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